Disponibilità

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Generale

Il B&B “ Garibaldi“ rispecchia una soluzione di confort totale e un servizio unico. Ogni camera è una piccola suite, composta da una sale con sofà in pelle, tavolo, tv; ampio bagno con vasca e lavatrice; camera matrimoniale con tv. I sofà possono diventare dei posti letto. La colazione viene servita in camera se si preferisce oppure in soggiorno.

Codice 218
Distanza dal mare 5 km
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Servizi

  • Aria condizionata
  • Asciugacapelli
  • Colazione
  • Doccia
  • Fumatori
  • Struttura per famiglie
  • TV
  • WiFi

Alezio

Alezio

Alezio (Alytia in greco e messapico, Aletium in latino; fino al 1873 chiamata Villapicciotti) è un comune italiano di 5.700 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel versante occidentale del Salento, nell’entroterra di Gallipoli, dista 36,8 km dal capoluogo provinciale.

Alezio ha origini antichissime poiché c’è chi la dice fondata da Lizio Idomeneo (mitico re di Creta), e chi dai Messapi che, per ricordare la loro patria e la loro capitale, la città di Alytia, nell’Acarnania, la chiamarono similmente Alytia.

Plinio descrive la topografia della Japigia e indica la città di Alezio fra le più importanti della Regione. Secondo il noto storico latino gli Aletini discendevano dagli Japigi, derivati questi dagli Osci (popolo italico insediatosi in Campania tra il XI e VIII secolo a.C.), come hanno poi confermato le molte epigrafi rinvenute ad Alezio, scritte con caratteri Osci (Messapici).

La Lizza

Patrona di Alezio è la Madonna dell’Assunta che si festeggia il 15 agosto. Nello stesso periodo attualmente si svolge un’importante e secolare fiera, alla quale nel 1484 re Ferdinando I di Aragona concesse il privilegio dell’esenzione da ogni dazio e gabella. Concessione che venne a decadere il 25 luglio 1810, quando Gioacchino Napoleone Murat, “autorizzando” il comune di Gallipoli a tenere la fiera nella Parrocchia della Lizza nei giorni nei giorni 13, 14 e 15 del mese di agosto, riassoggettò la stessa al nuovo regime fiscale del Regno di Napoli. Un tempo era diffuso tra le donne che rendevano omaggio alla Vergine l’usanza di giungere a piedi camminando sulle ginocchia dall’ingresso del paese fino alla chiesa. Ancora si rinnova la consuetudine di annunciare per tutta la novena l’avvicinarsi della festa con il suono di un fischietto e di un tamburo. Una tradizione antichissima vuole che, in passato sino alla fine dell’Ottocento, si accompagnasse cantando “la tiara” canto popolare religioso in onore dell’Assunta.

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