Generale

Abitazione al piano primo ad Alezio a pochi minuti dalle bellissime spiagge di Gallipoli. Composta da cucina abitabile, 2 camere da letto e bagno con doccia.

Codice 541
Numero vani 3
Numero max posti letto 4
Bagni 1
Superficie in mq. 120
Distanza dal mare 5 km
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Servizi

  • Animali domestici accettati
  • Aria condizionata
  • Cani benvenuti
  • Doccia
  • Fumatori
  • TV

Alezio

Alezio

Alezio (Alytia in greco e messapico, Aletium in latino; fino al 1873 chiamata Villapicciotti) è un comune italiano di 5.700 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel versante occidentale del Salento, nell’entroterra di Gallipoli, dista 36,8 km dal capoluogo provinciale.

Alezio ha origini antichissime poiché c’è chi la dice fondata da Lizio Idomeneo (mitico re di Creta), e chi dai Messapi che, per ricordare la loro patria e la loro capitale, la città di Alytia, nell’Acarnania, la chiamarono similmente Alytia.

Plinio descrive la topografia della Japigia e indica la città di Alezio fra le più importanti della Regione. Secondo il noto storico latino gli Aletini discendevano dagli Japigi, derivati questi dagli Osci (popolo italico insediatosi in Campania tra il XI e VIII secolo a.C.), come hanno poi confermato le molte epigrafi rinvenute ad Alezio, scritte con caratteri Osci (Messapici).

La Lizza

Patrona di Alezio è la Madonna dell’Assunta che si festeggia il 15 agosto. Nello stesso periodo attualmente si svolge un’importante e secolare fiera, alla quale nel 1484 re Ferdinando I di Aragona concesse il privilegio dell’esenzione da ogni dazio e gabella. Concessione che venne a decadere il 25 luglio 1810, quando Gioacchino Napoleone Murat, “autorizzando” il comune di Gallipoli a tenere la fiera nella Parrocchia della Lizza nei giorni nei giorni 13, 14 e 15 del mese di agosto, riassoggettò la stessa al nuovo regime fiscale del Regno di Napoli. Un tempo era diffuso tra le donne che rendevano omaggio alla Vergine l’usanza di giungere a piedi camminando sulle ginocchia dall’ingresso del paese fino alla chiesa. Ancora si rinnova la consuetudine di annunciare per tutta la novena l’avvicinarsi della festa con il suono di un fischietto e di un tamburo. Una tradizione antichissima vuole che, in passato sino alla fine dell’Ottocento, si accompagnasse cantando “la tiara” canto popolare religioso in onore dell’Assunta.

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