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Non è facile definire l'immagine, il simbolo più rappresentativo con il quale il Salento si rapporta al resto del mondo: tale è la ricchezza delle testimonianze e delle tradizioni, che ogni indicazione rischia di essere inevitabilmente riduttiva.
Cedendo al fascino della "Grande Madre", l'opzione ipogeica sarebbe d'obbligo: nelle viscere della terra, nelle grotte disseminate lungo il paesaggio solare di sassose colline o di verdeggianti pianori, nelle cripte nascoste fra le macchie in cui da millenni signoreggiano l'ulivo e il carrubo, nelle mura del Messapo, lì un istinto primordiale spinge a cercare l'anima più autentica del Salento.
Visibili e più immediati sono altri segni, che hanno modificato il paesaggio in maniera unica e originale - castelli, torri, masserie e cinte fortificate - rendendo inconfondibile nel mondo questo lembo d'Italia.
Oramai è una "consuetudine" che i turisti, girando per le strade del centro storico di Lecce e degli altri paesi salentini, oltre a rimanere letteralmente affascinati dalle infrastrutture e dalle chiese barocche o dalle mirabili scogliere o coste sabbiose, non possono far a meno di rimanere altrettanto incantati dalle stupende creazioni dei maestri artigiani salentini: statuette in pietra leccese, cartapesta, piatti e fischietti in terracotta e ceramica, lampade e candelieri in ferro battuto e tanto altro ancora da far primeggiare senza dubbio l'artigianato salentino tra i migliori della penisola italiana!
Tra le tessere più preziose che compongono il territorio salentino, un posto di primo piano spetta ai luoghi della sacralità, dovuto riconoscimento alla profonda devozione di un popolo che da millenni ha custodito sostanzialmente integri valori universali, come il culto dei morti, la sopravvivenza dell'anima, il mistero dell'aldilà, la fede in un Dio onnipotente.
Mai artigianato è stato così "annunciato" come quello figulino. Basterebbe avere tra le mani una trozzella messapica a decorazione floreale per capire quanta creta, da queste parti, si è sedimentata tra le pieghe del cuore e delle mani. La terracotta prende dal tornio centinaia di forme.
Un posto d'onore occupa la pietra leccese e i suoi svariati utilizzi nell'arte e nell'artigianato locale.
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